La Gerusalemme liberata, Tom 2

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Appresso Bossange, Masson e Besson, 1792
 

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Strona 249 - Poi la spada gli fisse e gli rifisse Nella visiera, ove accertò la via. Moriva Argante, e tal moria qual visse; Minacciava morendo, e non languia: Superbi, formidabili e feroci Gli ultimi moti fur, l
Strona 157 - Volea gridar: Dove, o crudel, me sola Lasci? ma il varco al suon chiuse il dolore Sì, che tornò la flebile parola Più amara indietro a rimbombar sul core.
Strona 156 - Va l'Asia tutta e va l'Europa in guerra: chiunque e pregio brama e Cristo adora travaglia in arme or ne la siria terra. Te solo, o figlio di Bertoldo, fuora del mondo, in ozio, un breve angolo serra; te sol de l'universo il moto nulla move, egregio campion d'una fanciulla.
Strona 209 - Così pregava; e gli sorgeva a fronte, fatta già d'auro, la vermiglia aurora, che l'elmo e l'arme e intorno a lui del monte le verdi cime illuminando indora; e ventilar nel petto e ne la fronte sentia gli spirti di piacevol óra, che sovra il capo suo scotea dal grembo de la bell'alba un rugiadoso nembo.
Strona 274 - ... e poi vider nel sangue un guerrier morto che le vie tutte ingombra e la gran faccia tien volta al cielo e morto anco minaccia.
Strona 51 - 1 tuo stato a me tu scopra, acciò ch'io sappia, o vinto o vincitore, chi la mia morte o la vittoria onore >. Risponde la feroce : « Indarno chiedi quel c'ho per uso di non far palese.
Strona 62 - ... pietà le meste Luci par che gli asciughi, e così dica : "Mira come son bella e come lieta, Fedel mio caro; e in me tuo duolo acqueta.
Strona 148 - L'aura, non ch'altro, è de la maga effetto, l'aura che rende gli alberi fioriti: co' fiori eterni eterno il frutto dura, e mentre spunta l'un, l'altro matura.
Strona 153 - Teneri sdegni, e placide e tranquille repulse, e cari vezzi, e liete paci, sorrise parolette, e dolci stille di pianto, e sospir tronchi, e molli baci: fuse tai cose tutte, e poscia unille, ed al foco temprò di lente faci; e ne formò quel sì mirabil cinto, di ch'ella aveva il bel fianco succinto.
Strona 151 - Fra melodia sì tenera, fra tante vaghezze allettatrici e lusinghiere, va quella coppia, e rigida e costante se stessa indura ai vezzi del piacere. Ecco tra fronde e fronde il guardo inante penetra e vede, o pargli di vedere, vede pur certo il vago e la diletta, ch'egli è in grembo a la donna, essa a l'erbetta.

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