Orlando furioso: T. 1

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Istituto Editoriale Italiano, 1792 - 637
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Strona 129 - Bianca neve è il bel collo, e '1 petto latte: II collo è tondo, il petto colmo e largo: Due pome acerbe, e pur d'avorio fatte, Vengono, e van come onda al primo margo, Quando piacevole aura il mar combatte...
Strona 241 - Era il bel viso suo, quale esser suole Da primavera alcuna volta il cielo, Quando la pioggia cade, ea un tempo il sole Si sgombra intorno il nubiloso velo. E come il rosignuol dolci carole Mena nei rami allor del verde stelo; Così alle belle lagrime le piume Si bagna Amore, e gode al chiaro lume, 66 E ne la face de...
Strona 11 - 1 cor m'aggiacci et ardi, E causi il duol che sempre il rode e lima, Che debbo far? poi ch'io son giunto tardi, E ch'altri a corre il frutto è andato prima: A pena avuto io n'ho parole e sguardi, Et altri n'ha tutta la spoglia opima; Se non ne tocca a me frutto né fiore, Perché affligger per lei mi vuo
Strona 12 - ... l'acqua, la terra al suo favor s'inchina: gioveni vaghi e donne inamorate amano averne e seni e terapie ornate. 43 Ma non sì tosto dal materno stelo rimossa viene e dal suo ceppo verde, che quanto avea dagli uomini e dal ciclo favor, grazia e bellezza, tutto perde. La vergine che '1 fior, di che più zelo che de...
Strona 223 - Non più tenne la via, come propose prima, di circundar tutta la Spagna; ma nel propinquo lito il destrier pose, dove entra in mar più la minor Bretagna. Sul lito un bosco era di querce ombrose, dove ognor par che Filomena piagna; ch'in mezzo avea un pratel con una fonte, e quinci e quindi un solitario monte. 114 Quivi il bramoso cavallier ritenne l'audace corso, e nel pratel discese; e fe' raccorre al suo destrier le penne, ma non a tal che più le avea distese.
Strona 242 - Vinceano di candor le nievi intatte, et eran più ch'avorio a toccar molli: le poppe ritondette parean latte che fuor dei giunchi allora allora tolli.
Strona 129 - Sotto quel sta, quasi fra due vallette La bocca sparsa di natio cinabro; Quivi due filze son di perle elette, Che chiude ed apre un bello, e dolce labro: Quindi escon le cortesi parolette Da render molle ogni cor rozzo e scabro: Quivi si forma quel soave riso, Ch'apre a sua posta in terra il paradiso. Bianca neve è il bel collo, e...
Strona 1 - l poco ingegno ad or ad or mi lima, Me ne sarà però tanto concesso, Che mi basti a finir quanto ho promesso. Piacciavi, generosa Erculea prole, Ornamento e splendor del secol nostro, Ippolito, aggradir questo che vuole E darvi sol può l'umil servo vostro.
Strona 223 - Ruggier si va volgendo, e mille baci figge nel petto e negli occhi vivaci. 113. Non più tenne la via, come propose prima, di circundar tutta la Spagna; ma nel propinquo lito il destrier pose, dove entra in mar più la minor Bretagna. Sul lito un bosco era di querce ombrose, dove ognor par che Filomena piagna...
Strona 233 - ... gli vien debole e lasso. Tutto si volta sul sinistro canto; e posto gli occhi appresso all'onde al basso, vede una donna, nuda come nacque, legata a un tronco; ei pie le bagnan l'acque.

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