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STORIA DI TIVOLI

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L I BRO XIII.

Oltre

1.

Oltre le tante sciagure, a cui fu Ro. ma sottoposta nel Pontificato di Urbano VI, una peste desolatrice, nello anno 1383 , venne a compiere il calice delle sue amarezze ; e siccome , per uno special favore dell'Altissimo Tivoli ne restò preservata , così Sua Santità, ritirandosi da quella Capitale , si recò in essa Città ai 19. di Aprile di detto anno , e vi si trattenne fino al mese di Settembre. Da Tivoli si portò in Ferentino di Campagna , determinato di proseguire il viaggio fino a Napoli. Qui ginnto, essendo nati fra esso e il Re Carlo dissapori fortissimi , andò in Genova , e quindi nell'anno 1387. venne a Perugia. Da questa Città essendosi mosso con un'armata per recarsi nuovamente gel Regno , fatte appena dieci miglia , secondo Teodorico di Niem (1), la mula, che cavalcava,inciampò malamente , cadde , e con essa essendo caduto anche il Ponte. fice , fu sottoposto a diverse contusioni e ferite , per cui , non potendo continuare lo intrapreso cammino , si fece condurre a Tivo

(1) Lib. 1. cap. 68. 69.

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li in vettura, ovvero a Pontelucano, conforme sembra narrare il detto Teodorico , che era della sua comitiva, e quindi finalmente si restitui in Roma.

3. Intanto lo Antipapa Clemente , sempre intento a travagliare il Pontefice legittimo, nello anno 1388. fece avanzare nuovamente verso quella Capitale il nominato Bernardo della Sala co'suoi Guasconi , e Brettoni , il quale cominciò tantosto a corseggiare per la Sabina , e pel Patrimonio (1); ma le sue mire ostili erano contro Tivoli specialmente rivolte ; forse per vendicarsi de' grandi sforzi , che questa Città fece nel 1377, quando riteneva nelle sue mura il Papa Urbano , nè potè in questo luogo recargli veruna molestia.

3. Preventi i Tiburtini dal Conte Adinolfo Signore di Valmontone del progetto concepito dal Sala , si prepararono a riceverlo senza pun. to sgomentarsi. Per aumentare le loro forze, e moltiplicare nemici al nemico , fecero lega immediatamente col prefato Conte, con Luca Savelli Signore di Palombara , e con Niccolo e Lorenzo Colonna . Fortificarono la Città , e rinforzarono i presidj ne' posti avvanzati. Fatto ciò, giunge un messo dalla Comune di Monte Gentile, Castello allora situato presso la Mentana , colla notizia , che lo esercito Brettone era pervenuto al Castel di Villa S. Ada.

(1) Nicod.lib.5.cap.24. Raynald. ad an.1388. num, 8.

no. Allora i Tiburtini raddoppiano la vigilanza, e le precauzioni . Fuori la porta S. Ange. lo , alle falde del monte Catillo esisteva in quel tempo un grosso Borgo popolato. Per preservare gli abitanti dalle violenze, e dalla servitù, se per avventura il nemico fosse di là penetrato, furono tutti ridotti dentro le porte , e nell'interno della Città; quindi si stette in attenzione per conoscere le mosse del Sala . Ma questo Comandante , cui già era noto il valore di quel popolo , che voleva attaccare. pensò meglio a casi suoi

casi suoi , e altrove rivolse la sua marcia , e i suoi guerrieri progetti (1).

4. Allontanatisi dal territorio di Tivoli i Brettoni , e i Guasconi , non tardò questa Città a trovarsi in altro più pericoloso cimento. Il famoso Giovanni Augud , altro Capitano av. ventariere di fanti , e cavalli Inglesi , tornando da Napoli alla volta dello Stato Fiorentino, saccheggiava tutti i paesi del Lazio, pe' quali passava. A questa notizia dai Magistrati di Tivoli , alla testa de' quali era allora Jacobo Cocanari , furono

furono prese le più energiche misure per opporsi validamente a queste novelle masnade di esteri ; quante volte avessero osato di avvicinarsi alle mura della Patria. Tobaldo Tobaldi , e Nicola Maligni si accamparono con numerosi squadroni a Pontelucano , per custodire quel posto importante. Nardo

(1) Nicod. loc.cit.

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