Un mercante del secolo XVI: storico difensore della Commedia di Dante e poeta Filippo Sassetti; nuovo studio con appendice di scritti inediti

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Tip. P. Gallina, 1906 - 262
 

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Strona 83 - Nondimanco, perché il nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi. E assomiglio quella a uno di questi fiumi rovinosi, che, quando s'adirano, allagano e...
Strona 167 - ... magnifica pigliandola, lasciarsi cadere molto spesso a scrivere le bassissime e le vilissime cose; e quanto ancora sarebbe egli miglior poeta che non è, se altro che poeta parere agli uomini voluto non avesse nelle sue rime.
Strona 94 - ... é più, avendo avuto solo per le sue virtù la maggiore autorità e balia che avesse mai cittadino alcuno da repubblica nessuna, l' adoperò civilissimamente, e solo in pro della patria sua, ea beneficio di coloro i quali conceduta gliele avevano.
Strona 145 - Comedia giustamente rassomigliare ad un bello e spazioso campo di grano, che sia tutto d'avene e di logli e d'erbe sterili e dannose mescolato, o ad alcuna non potata vite al suo tempo, la quale si vede essere poscia la state sì di foglie e di pampini e di viticci ripiena, che se ne offendono le belle uve.
Strona 20 - Tal, ch' è più grave a chi più s' abbandona : Per che di provedenza è buon, ch' io m' armi, Sì che se luogo m' è tolto più caro, Io non perdessi gli altri per miei carmi. Giù per lo mondo senza fine amaro; E per lo monte, del cui bel cacume Gli occhi della mia donna mi levaro, E poscia per lo Ciel di lume in lume, Ho io appreso quel, che s...
Strona 20 - Ho io appreso quel che, s' io ridico, A molti fia savor di forte agrume; E s' io al vero son timido amico, Temo di perder vita tra coloro Che questo tempo chiameranno antico. La luce in che rideva il mio tesoro Ch' io trovai lì , si fe' prima corrusca, Quale a raggio di sole specchio d' oro ; Indi rispose : coscienza fusca O della propria o dell...
Strona 83 - E' non mi è incognito come molti hanno avuto e hanno opinione che le cose del mondo sieno in modo governate dalla fortuna e da Dio, che gli uomini con la prudenzia loro non possino correggerle, anzi non vi abbino remedio alcuno; e per questo potrebbono iudicare che non fussi da insudare molto nelle cose, ma lasciarsi governare alla sorte. Questa opinione è suta più creduta ne...
Strona 83 - Slmilmente interviene della fortuna , la quale dimostra la sua potenza dove non è ordinata virtù a resisterle , e quivi volta i suoi impeti dove la sa che non sono fatti gli argini ei ripari a tenerla.
Strona 27 - ... tutte fabbricate di legno e di terra bagnata. Da questo giardino del mondo, da questo porto delle delizie, partono quelle legioni di cavalieri erranti, che avvezzi a pascersi di pane cotto al sole, e di cipolle e radici, ea dormire al sereno, con le scarpe di corda e la montiera...
Strona 124 - Fabbrizio volle che gli fosse condotto dinanzi, e fattolo disarmare in sulla piazza, e dicendoli tuttavia villane e ingiuriose parole, alle quali il Ferruccio rispose sempre animosamente, gli ficcò, chi dice la spada, chi dice il pugnale e chi una zagaglia, chi dice nel petto e chi nella gola, e comandò a...

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