Atti della Accademia Dante Alighieri, Tomy 11-13

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Strona 49 - Ciò che non muore e ciò che può morire, Non è se non splendor di quella Idea Che partorisce, amando, il nostro Sire; Chè quella viva Luce che si mea 55 Dal suo Lucente, che non si disuna Da lui, nè dall...
Strona 69 - Come destriero che di largo cibo Ne' presepi pasciuto, ed a lavarsi Del fiume avvezzo alla bell'onda, alfine Rotti i legami per l'aperto corre, Stampando con sonante ugna il terreno: Scherzan sul dosso i crini, alta s'estolle La superba cervice, ed esultando Di sua bellezza, ai noti paschi ei vola, Ove amor d'erbe, o di...
Strona 48 - Com' occhio per lo mar, dentro s' interua ; Chè, benchè dalla proda veggia il fondo, In pelago nol vede, e nondimeno È lì, ma cela lui l' esser profondo. Lume non è, se non vien dal sereno Che non si turba mai, anzi è tenebra, Od ombra della carne, o suo veleno. Assai t' è mo aperta la latebra, Che t' ascondeva la giustizia viva, Di che facei question cotanto crebra; Chè tu dicevi: Un uom nasce alla riva Dell...
Strona 47 - Chiamavi il cielo, e intorno vi si gira, Mostrandovi le sue bellezze eterne, E l'occhio vostro pure a terra mira; Onde vi batte chi tutto discerne.
Strona 49 - ... vivere nell'uomo è ragione usare. Dunque se vivere è l'essere dell'uomo; e così da quello uso partire è partire da essere, e così è essere morto.
Strona 167 - Quant' esser convenia da sé lucente quel ch'era dentro al sol dov' io entra'mi, non per color, ma per lume parvente! 42 Perch' io lo 'ngegno e l'arte e l'uso chiami, sì noi direi che mai s'imaginasse; ma creder puossi e di veder si brami. E se le fantasie nostre son basse a tanta altezza, non è maraviglia; che sopra '1 sol non fu occhio ch'andasse.
Strona 167 - E s' io al vero son timido amico, Temo di perder vita tra coloro Che questo tempo chiameranno antico. La luce in che rideva il mio tesoro Ch' io trovai lì , si fe' prima corrusca, Quale a raggio di sole specchio d' oro ; Indi rispose : coscienza fusca O della propria o dell...
Strona 49 - ... la sensitiva sta sopra la vegetativa, e la intellettiva sta sopra la sensitiva. Dunque, come levando l'ultimo canto del pentagono, rimane quadrangolo; così levando l'ultima potenzia dell'anima, cioè la ragione, non rimane più uomo, ma cosa con anima sensitiva solamente, cioè animale bruto.
Strona 49 - La prima si può brievemente così ragionare : la maggior parte degli uomini vivono secondo senso e non secondo ragione, a guisa di pargoli : e questi cotali non conoscono le cose se non semplicemente di fuori, e la loro bontade la quale a debito fine è ordinata, non veggiono, perocc'hanno chiusi gli occhi della ragione, li quali passano a vedere quello; onde tosto veggiono tutto ciò che possono, e giudicano secondo la loro veduta.
Strona 172 - O divina virtù, se mi ti presti tanto che l'ombra del beato regno segnata nel mio capo io manifesti...

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