Ebraismo e letteratura

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Marisa Squillante, Stefano Manferlotti
Liguori - 214
Che l'ebraismo si ponga, con il cristianesimo e con tutto ciò che dà forma alla cultura greco-latina, alla base della nostra storia comune, è incontrovertibile: è dagli incroci, contaminazioni e confronti fra l'uno e l'altro di questi vasti insiemi che nasce, nel bene e nel male, quella che oggi chiamiamo civiltà occidentale. I saggi qui raccolti, esaminando da una pluralità di prospettive i rapporti che le letterature nazionali hanno da sempre intrecciato con l'ebraismo, dimostrano come gli scrittori creativi siano stati anche i più acuti nel cogliere le strutture profonde di un simile contatto: gli epici di età flavia, i commentatori virgiliani, sant'Ambrogio, gli autori della tarda latinità, tracciano con le loro riflessioni un ben discernibile filo rosso che giunge fino ai moderni, qui rappresentati - in ambito anglosassone - da Joyce, Wesker e Bellow e, in quello italiano, da Bassani e Primo Levi. Dialogo fecondo ma aspro, non di rado macchiato - come dimostrano gran parte delle opere analizzate in queste pagine - dal pregiudizio e dal sangue.

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