Le Tragedie ..., Tom 3

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N. Zanichelli, 1926 - 247
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Strona 208 - Scybalen. erat unica custos, Afra genus, tota patriam testante figura, torta comam labroque tumens et fusca colore, pectore lata, iacens mammis, compressior alvo, cruribus exilis, spatiosa prodiga planta.
Strona 234 - Fiere, perché siete venute a questa contrada erbosa florida boschiva, con tanti strilli? Che faccenda è questa? Qual mutamento di costumi! Un tempo, cinto un vello di daino, e in man recando il lieve tirso, in bacchico tripudio circondavate, insieme con le Ninfe sorelle vostre, il dio, fra moltitudini di giovinette. Questa bega d'ora non la capisco, da che parte ha dato di volta il tuo cervello. Io casco proprio dalle nuvole. A un tratto ho udito un fischio, come di cacciatori che s'appressino...
Strona 234 - ... minuto! SILENO No, non permetterò che te la svigni, né che desista dall'impresa, avanti di saper * che mistero c'è qui sotto. * Pare che in questo momento scoprano una casa, o l'uscio d'una caverna; e cominciano a chiamare. Chiama chiama, nessuno risponde: tanto che Sileno esce infine dai gangheri: SILENO E non si vede un'anima! Alla spiccia ricorro ai piedi, adesso, e li costringo, con un diluvio di zampate e calci, fossero pure sordi, a darmi retta. Scalcia poderosamente all'uscio che infine...
Strona 241 - CILLENE. Né da parte di padre è ladro il pargolo, né agli avi suoi materni il furto piacque. Quando c'è furto, il reo devi cercarlo fra la povera gente. Invece questo è benestante! Bada alla sua nascita, e imputa certe bricconate a chi spettano. A questo no. Sempre ragazzo tu! Per quanto sii già giovanottone, con quel po' po' di barba rossa in fiore, inuzzolisci come un becco.
Strona 225 - Numi, Fortuna, Dèmone che l'opere guidi, fa' tu ch'io termini l'impresa per cui s'affretta questa corsa: fa' ch'io rintracci il bottin, la preda, il furto, le giovenche onde Apollo orbo rimase. Si volge agli spettatori. E se alcuno di voi veduto, udito ha qualche indizio, se lo dice a me gli vorrò tanto bene : e del dio Febo sarà poi sommamente benemerito.
Strona 240 - SATIRI Strofe Apre una voce canora il volo per questi luoghi : grazie alla musica, di bei fantasmi fiorisce il suolo. E adesso, ascolta la conclusione : quel Dio, chiunque sia, che tale opera condusse a termine, quello è il ladrone, non altri, o donna, sta pur sicura.
Strona 229 - ... e sbigottite, corpacci sozzi, impasti di motriglia, bestioni i più vigliacchi che ci siano, che vedete in ogni ombra una befana, che sgomentate d'ogni cosa, gente senza nervi, cialtrona, pecorona, che non siete che ciccia, .lingua e bischero, sodi a parole, e quando siamo al bello sbucciafatiche ! E siete sangue mio, bestioni tutti codardia ! D'un babbo che tanti e tanti della sua prodezza giovanile trofei lasciò negli antri delle Ninfe, che mai non mosse a fuga, né servo fu, né paventò...
Strona 199 - ... il regno die' : in coda resti il flauto, ché servo egli sol è! Sia fra l'orgie soltanto egli duce, e degli ebbri giovani fra le lotte! Giù, bòtte al rospo gracidante! Ardi quel calamo garrulo, rozzo. che va fuori di tempo, che di saliva è sozzo, quel serpentello forato col trivello! Incominciano a danzare. Mira, per te la mano ed il piede, agili leviamo a volta a volta : questa dorica danza, o cinto d'ellera Signore, o Re del ditirambo, ascolta. Pochissimo ci rimane di Eschilo. Pare che...
Strona 200 - ... vigore hai più, né corre sangue per le tue vene. Ancora. Grazio parla, in una sua satira famosa, d'un appassionato dilettante di anticaglie, che soleva andar cercando il catino di bronzo in cui quel furbacchione di Sisifo soleva lavarsi i piedi (II, 3, 21): Quo vafer ille pedes lavisset Sisyph'is aere.
Strona 235 - ... tirso, in bacchico tripudio circondavate, insieme con le Ninfe sorelle vostre, il Dio, fra moltitudini di giovinette. Questa bega d'ora non la capisco, da che parte ha dato di volta il tuo cervello. Io casco proprio dalle nuvole. A un tratto ho udito un fischio, come di cacciatori che s'appressino al covil d'una fiera ed ai suoi cuccioli. * E insieme ho udito un gran parlar di furti e di bandi; e poi giù, calci a bizzeffe, strepiti d'ogni sorta accosto all'uscio. Alla prima, a sentir simili...

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