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dal libro settimo ed ottavo dell' antico Digesto; il quale in somma contiene tutta la dottrina di codesta materia volgarizzata, sebbene venga esposto in lingua latina, perchè appunto così richiedeva la condizione del Digesto. Potrà dar il caso, che il tempo propizio, e la lena dello spirito, ci dia il coraggio del commento, il quale non sarà di poca fatica e rilievo; massime per dover unire le opinioni degli antichi e moderni Giureconsulti. Intanto s'approfitti ciascuno del presente, che gli servirà di guida in ogni caso d'importanza, che gli possa occorrere in materia di Servitù.

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PARTE PRIMA

DELLE SERVITU CIVILI.

CAPITOLO PRIMO.

Si discorre brevemente della Servitu,
sua origine, e divisione.

Questa

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Questa materia delle Servitù oggidì è molto più frequente in pratica a differenza de' tempi antichi, ne' quali, come attestano le sacre Carte, veniva solamente in considerazione quella Servitù, che si dice, della Persona. Se si riguardano ancora le Costituzioni di Giustiniano, per le quali, nell' anno 528. dopo la venuta di Cristo, vennero compendiate le Leggi; il titolo delle Servitù si vede molto ristretto, ed esposto a guisa di regole, ed aforismi, i quali di commento abbisognano; devesi però prestar fede agli Scrittori, cioè, che in quei tempi non nascessero controversie di Servitù, nè tanto si frequentassero le questioni, e litigi, come si costuma giornalmente; perlochè non essere meraviglia se i Giuristi non avessero il riflesso di trattarne diffusamente. Bensi però ne' secoli presenti si è fatta molto necessaria, ed importante codesta materia intorno le Servitù, la quale occorre di spesso nel Foro per causa delle cotidiane dissensioni, che insorgono tra i vicini; e per il qual oggetto appunto si è da noi composto il presente Trattato, appoggiati non solamente alla dottrina de' più celebri Giuristi, ma specialmente del Sig. Dott. Cipolla.

Incominciando adunque il nostro istituto, codesto Vocabolo di Servitù è molto abbietto, e mal inteso da

tutti, poichè va sempre congiunto con qualche sogge zione o della Persona, ovvero della roba. La sua origine è nota a ciascuno a cagione del peccato originale, per cui si osserva appunto nel primo nostro Pa rente il castigo del suo delitto, nell' essere dalla divina Giustizia stato assoggettato a mille stenti, e fatiche, sino a dover procacciarsi il vitto in figura di servo, e col sudore del suo volto, come si legge nella Genesi (a). Non è di bisogno spiegare in qual modo si sia indi dilatata nel mondo, mentre abbastanza ne discorrono le Storie; e vien confermato da tutte le leggi naturali, e civili, le quali l'hanno ancora stabilita, acciò venga giuridicamente riconosciuta. Pass sando però sotto silenzio varie altre cose, le quali niente hanno di sugo in questa particolarità, veniamo alla divisione della Servitù.

Dividesi questa in tre specie. La prima si chiama Servitù Personale, ovvero della Persona; la seconda dicesi Reale; e la terza nominasi Mista.

La Servitù Personale altro non vuole significare, se non che la Persona sia obbligata a servire, e soggetta si consideri all' altrui dominio (b). Codesta Servitù Personale, che si chiama anche passiva, si distingue, che una sia quella, per cui una persona di libera diviene perpetuamente serva, ed importa questo senso, che sia come soggetta alla schiavitù; l'altra specie poi di Servitù si dà in persona libera, la quale, o per contratto di locazione delle sue opere, s'obbliga a quella Servitù, che volgarmente si dice Famulate; o veramente che risulti per altra convenzione, o pure, disposizione di legge comune, o particolare regolata dalla qualità della persona, dalla quale sia dovuto qual. che servizio, come particolarmente si stima la Servi tù del Figlio verso il Padre; ovvero quell' obbligazione, alla quale soggiacciono i Vassalli verso il lo

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ro Signore, della quale si parla nella Legge (a); e di altri casi simili, ne' quali la Servitù personale sia dovuta ad un'altra persona senza la misura, o riguar do di proprietà.

L'altra specie di Servitù solamente Reale è quella, la quale si deve da un fondo all'altro, da uno Stabile all'altro, e similmente una tale Servitù riguarda meramente un bene reale, non Persona, come si dichiara nella Legge (b).

La terza specie di Servitù dicesi Mista, la quale è dovuta dalla Persona alla Roba, o all' incontro dalla Roba alla Persona, ed è la più frequente in pratica, e consiste perlopiù nell' Usufrutto, nell' Uso, ed Abitazione.

CAPITOLO

SECONDO.

Della Serviti passiva della Persona.

SOMMARIO.

Della Servità, che muta lo stato della Persona.

2 D'un altra Servità, che lascia la Persona libera. 3 Di quelli, che si vendono Schiavi in Galera.

4

Se la condanna in Galera importi Servitù.

Della Servita de Figli di famiglia verso il Padre. 6 Di quelle robe, delle quali il figlio di famiglia oggidi sia capace.

Quanto

uanto alla Servitù personale passiva, che abbiamo detto di sopra, sia di due sorti: la prima importa una totale mutazione dello stato naturale della persona, e privazione di tutti gli effetti, eccetto quelli che riguardino la spiritualità per i Sacramenti, e

(a) L. fin. C. de serv. fug.

(b) Tit, ad litter. L. si unus ex hoc de servit. rust. prąd.

introduzione del Peculio. Codesto vocabolo da' Giuristi viene spiegato, che voglia dinotare qualche quantità di dinaro, il quale sia stato acquistato dal figlio, ritrovandosi sotto la patria podestà (a) (b), e dividesi in Castrense, o quasi Castrense, e Paganico. Il Peculio Castrense comprende ed abbraccia tutto ciò, che abbia conseguito il figlio soldato in occasione di guerra (c); e l'altro che si dice quasi Castrense riguarda quella facoltà, che abbia pur ottenuto il figlio medesimo per via di lettere (d). Quanto al Peculio Paganico, uno chiamasi Profettizio, ed Avventizio l'altro. Il Profettizio si denomina quello che proviene dal Padre al Figlio, o dal Padrone al Servo, come per esem pio, se questi avessero concessa della loro facoltà a' medesimi per occasione di che ne fosse risultato dell' utile. L'altro poi Avventizio, altro non importa che un bene, il quale proviene altronde dalla ragione paterna, o cagione di essa, ma solamente si considera differirsi al figlio, o per via della madre, ed estranei, credità, legati, ovvero per opere meccaniche, o caso di fortuna, ed altri simili mezzi (f).

Per quanto adunque riguarda al Peculio Castrense, o quasi Castrense, l'opinione certa, e generale de' Legisti assegna a' figliuoli di famiglia tutti li beni, proprietà, ragioni, e diritti da codesto titolo provenienti; di modo che d'intorno queste proprietà possono ancora li medesimi disponere con testamento, o codicillo, essendo dalla Legge dichiarati padroni assoluti tanto della roba, quanto ancora dell' usufrutto di essa (g). La cosa è del tutto poi contraria, ed opposta circa il Peculio Profettizio, il quale interamente s appartiene al Padre, non solamente in riguardo alle

(a) L. peculium ex eo ff. de peculio.
(b) Bart. in Rubr. ff. de peculio.
(c) L. 1. C. de castr. pecul. lib. 12.
(d) L. advocati C. de advoc. divers.

(e) Secundum glos. & Bart. in 1. cum oportet.

(f) Bald. 1. ultim. C. de inoffic. testam.

L. fin. C. de inoffic, testam. & d. 1. cum oportet.

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